venerdì 26 giugno 2009

L'università aumenta le tasse

dal collettivo Bonobo ricevo questa info che vi giro:

Nella seduta di lunedì 8 giugno 2009 il Senato Accademico dell'Università degli Studi di Torino ha deliberato la possibilità che le Facoltà, che presentano nel proprio percorso didattico dei laboratori, richiedano un contributo straordinario agli studenti al fine di mantenere il servizio didattico finora offerto.


Il significato di questa affermazione è che i nostri timori dell'autunno passato erano fondati. Dall'anno prossimo entrano in vigore i tagli ai finanziamenti previsti dalla legge 133/08 di Tremonti e della Gelmini. L'Università di Torino si rende quindi conto che l'anno prossimo vedrà 23 milioni di euro in meno rispetto a quest'anno. Inoltre come ogni anno le spese fisse aumentano (inflazione, aumenti salariali, etc), in sostanza quindi l'anno prossimo ci saranno 36 milioni di euro in meno. L'Amministrazione Centrale dell'Ateneo, per ripianare il bilancio, ha deciso di ridurre a zero i trasferimenti alle Facoltà e ai Dipartimenti. Questo significa che l'anno prossimo non si sarà nessun fondo per finanziare la didattica e la ricerca: le due principali ragioni di essere dell'università. Pertanto niente manutenzione, niente fondi per attivare i laboratori, niente fondi per pagare eventuali docenti esterni a contratto, niente soldi per sostituire il materiale rotto e così via.

Questo significherebbe chiudere l'università, allora l'amministrazione centrale ha proposto di deliberare che l'anno prossimo gli studenti debbano pagare un contributo straordinario che venga direttamente trasferito alle facoltà. In base a questa proposta l'anno prossimo uno studente dovrebbe pagare le medesime tasse dell'anno scorso e in aggiunta un'ulteriore contributo che varierebbe a seconda della Facoltà da 50 a 300 euro. Questo contributo non sarebbe progressivo al reddito come le normali tasse, ma sarebbe fisso anche per coloro che sono in I fascia o che beneficino della borsa dell'Edisu. In sostanza si tratta di un aumento delle tasse; secondo l'università i tagli del Governo dovrebbero essere coperti dagli studenti.

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non mi sembra neanche da prendere in considerazione l'eventualità di aumentare indiscriminatamente le tasse universitarie per ripianare la situazione economica del settore scolastico disastrata da un'esecutivo che dimostra quotidianamente la sua indeguatezza.

Ci hanno già provato a Firenze e hanno dovuto cambiare idea. (vedi articolo allegato)

qui il link per la versione web di un articolo in merito da la Repubblica on line

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in seguito alle critiche sul progetto della sovratassa è nata una raccolta di firme per testimoniare quanto sia sentito il problema dagli studenti.

qui il link per firmare la petizione contro l'aumento delle tasse

mercoledì 24 giugno 2009

primo 30/30 della mia carriera..

ebbene si..
ho preso il primo 30/30 della mia vita..scolastica universitaria.
seminario sul multiculturalismo, testo Multiculturalismo, ideologia e sfide a cura di Carlo Galli.
sono cose belle..

se penso che l'estate scorsa non sapevo neanche se iscrivermi..

cmq il cammino è ancora lungo e la settimana prossima ho l'orale di storia del pensiero politico..

keep u posted

una senza tetto ad Harvard

quando si dice che volere è potere.
questa ragazza di 18 anni da sempre senza fissa dimora ha trovato il modo di essere ammessa all'Università di Harvard nonostante la sua situazione non l'abbia di certo aiutata.
sempre in giro per la California, con sistemazioni di fortuna, con frequenti cambi di scuola e senza molte certezze per il futuro.
una paria, denigrata dai suoi compagni di scuola e allo stesso tempo dai suoi compagni di strada.
e invece, dopo avere passato il test di ammissione, sarà una delle studentesse di una delle più prestigiose università americana.

complimenti, signorina Khadijah Williams..

da far leggere a quanti si stanno preparando agli esami al Cepu.


meditate genti meditate

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qui il link per la versione web della notizia da la Stampa on line

domenica 7 giugno 2009

perenzione amministrativa?

un altro dei segnali che spiegano il motivo per cui il ministro delle finanze era stato etichettato in Europa come l'inventore della "finanza creativa".
l'occasione ci viene dalla neonata "perenzione amministrativa", cioè l'istituto attraverso il quale i soldi dati alla ricerca tornano nelle casse dello stato senza tener conto dei tempi tecnici di sviluppo di una ricerca.
così tutti i progetti di ricerca che durano più di 3 anni, si vedono scomparire i fondi e si fermano.
ennesima prova che qualcosa non funziona nel paese.
ennesima prova della chiusura mentale di chi ci governa.

aspettiamo di scoprire, stasera, se sono più i dipendenti o i cittadini in questo martoriato esempio di democrazia in pericolo che è l'Italia di oggi..

mah...

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qui il link per la versione web dell'articolo di Raphael Zanotti da La Stampa on line