così titola l'articolo sulla storia di Sergio Porta che vi invito a leggere..
qui il link per la versione web della notizia da Il Fatto Quotidiano on line
sabato 21 agosto 2010
Le università italiane non lo ritengono idoneo Lui vola in Scozia e diventa docente ordinario
domenica 20 giugno 2010
l'Università a rischio
l'autunno ci porterà grosse novità sul fronte della scuola: tutti i protagonisti dell'istruzione sono sul piede di guerra e molti sono i rischi di non vedere iniziare l'anno scolastico, almeno all'Università..
qui trovate la versione web di un articolo in merito da la Repubblica on line
l'Università a rischio
martedì 1 giugno 2010
Una società senza baroni ( e possibilmente senza università)
interessante commento sulla situazione della Cultura e dell'Università italiana.
Amare considerazioni sulla confusione di un indirizzo politico che non è in grado di mettere in atto progetti a lunga scadenza, alla continua ricerca di riforme dettate da strategie insulse e che si cerca demagogicamente di presentare come ispirate da logiche di libero mercato - dimenticando che il mercato non è mai stato libero nel (fu) Bel Paese, alla lenta e inesorabile distruzione di un'istituzione statale che invece dovrebbe essere un punto di riferimento importante per un paese democratico..
qui il link per il post dal blog Bussole di Ilvo Diamanti su la Repubblica on line
Una società senza baroni ( e possibilmente senza università)
sabato 24 aprile 2010
Chi ci vuole ignoranti ci ruba il futuro
DIRITTO ALLO STUDIO: anche le scuole superiori si mobilitano.
E' basilare che la scuola sia per tutti, sia finanziata dallo Stato (e non con gli obbligatori "contributi volontari" per le scuole inferiori e le tasse da milionari che ci costringono a pagare per seguire l'Università), sia in grado di formare una società di uomini e donne liberi, informati e democratici.
qui il link per il sito della Acmos.net che ha organizzato la protesta in 100 scuole di Torino nella notte tra il 23 e il 24 Aprile 2010
Chi ci vuole ignoranti ci ruba il futuro
lunedì 5 aprile 2010
crisi università
giovedì 18 marzo 2010
A Torino ricercatori giù dalla cattedra
come era stato preventivato, la riforma della Scuola che questo governo ha messo in atto sta strangolando le scuole e i lavoratori di tutti i livelli dell'istruzione.
Per la prima volta nella storia dell’università di Torino, i ricercatori della facoltà di Scienze hanno annunciato un’astensione dalle attività didattiche a partire dal prossimo anno accademico.
lo hanno già fatto i ricercatori di altre facoltà dell'Ateneo torinese e di altre città.
aspettiamo con ansia notizie in merito da Maria Star
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qui il link per l'articolo in versione web da Il Manifesto on line
A Torino ricercatori giù dalla cattedra
domenica 7 marzo 2010
La pagella diventa a pagamento
segnalo questo interessante articolo di Flavia Amabile su la Stampa dalla lettura del quale scopro che esiste un altro - verrebbe da dire l'ennesimo ndr - malcostume nelle istituzioni italiane.
con questa politica di tagli in nome di una logica economica molto discutibile e in attesa di una ripresa che non si vede, i fondi per l'istruzione vengono dirottati altrove e ci troviamo di fronte alla nascita di iniziative da parte dei dirigenti delle scuole dell'obbligo che fanno dubitare che qualcuno dei signori responsabili abbia cognizione dell’articolo 34 della Costituzione.
che detta, integralmente:
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La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
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certi che i direttori delle scuole elementari e medie del BelPaese conoscano l'articolo della Costituzione e abbiano capito il significato delle parole "obbligatoria" e "gratuita" non si può che leggere stupiti (e inorriditi) di direzioni scolastiche che non consegnano le pagelle degli alunni ai genitori che non pagano il "contributo volontario" - trasformandolo di fatto da volontario a obbligatorio.
la giustificazione di tale prevaricazione sarà pure la mancanza di fondi ma che invece di protestare con il governo non ci sia altro modo che imporre una tassa illegittima ai cittadini è desolante.
un paese che mortifica il sistema educativo, come se non fosse proprio l'educazione dei cittadini la garanzia del rispetto delle Istituzioni e della Società, non ha futuro.
mah...
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qui il link per l'articolo di Flavia Amabile su La Stampa on line
La pagella diventa a pagamento
